Risposte alle domande sul data center Microsoft di Peschiera Borromeo

Microsoft sta realizzando un datacenter a San Bovio, nel Comune di Peschiera Borromeo, nell’area metropolitana di Milano, per rispondere alla crescente domanda di servizi digitali affidabili, capaci di supportare imprese, servizi pubblici e comunità. I datacenter sono infatti infrastrutture essenziali che contribuiscono ad abilitare il cloud computing, l’innovazione digitale e la crescita economica.
Per gli aggiornamenti sui lavori di costruzione, consultare Aggiornamento sulla costruzione del datacenter di San Bovio sul Microsoft nella tua comunità – Italia blog.
Il progetto
Che cos'è un datacenter?
I data center forniscono l'infrastruttura fisica per la tecnologia da cui dipendiamo al lavoro e nella vita privata. Ogni volta che aprite un'applicazione sul vostro telefono, partecipate a una classe virtuale o a una riunione, scattate e salvate foto o giocate con i vostri amici online, state utilizzando un datacenter. Le aziende locali, le amministrazioni, gli ospedali e le scuole si affidano ogni giorno ai data center per fornire beni e servizi.
Che cos’è il data center di San Bovio e perché è stata scelta l’area dell’ex Postalmarket?
Il progetto del data center di San Bovio nasce dalla riqualificazione di un sito industriale abbandonato da oltre 15 anni, situato a San Bovio, una frazione del comune di Peschiera Borromeo (MI). Questa scelta consente di recuperare un’area già urbanizzata senza ricorrere a un nuovo consumo di suolo. Il vecchio complesso è stato demolito e l’area è stata interamente bonificata, anche attraverso la rimozione dei materiali contenenti amianto. La demolizione è stata condotta secondo un approccio di economia circolare, con il recupero e il riutilizzo di una parte significativa dei materiali.
Come sarà il data center?
Il progetto prevede un edificio a due piani e avrà un volume inferiore di oltre il 40% rispetto al complesso esistente. L’aspetto dell’edificio è stato definito in collaborazione con il Comune e la Commissione paesaggistica: colori esterni ispirati al paesaggio circostante, facciate ricoperte di piante rampicanti, recinzioni in armonia con il contesto, nuovi alberi e maggiore vegetazione in direzione delle abitazioni. I camini, alti circa 25 metri, saranno verniciati con un colore che richiama quello del cielo, per mimetizzarli il più possibile.
Cosa è stato fatto finora?
Il processo di autorizzazione è iniziato nel 2023 e ha coinvolto le autorità competenti a livello nazionale e locale. Il progetto è stato sottoposto alle valutazioni ambientali richieste dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Piano di Attuazione è stato approvato in via definitiva nel gennaio 2025 e, a metà del 2026, il Comune di Peschiera Borromeo ha rilasciato la licenza edilizia. Contemporaneamente sono stati completati la demolizione dell’ex Postalmarket e la bonifica dell’area.
In che modo sono stati presi in considerazione i commenti al progetto presentati dai cittadini?
Il dialogo con i cittadini ha accompagnato diverse fasi del progetto. Oltre agli incontri di presentazione pubblica organizzati dall’amministrazione comunale nell’ottobre 2024 e nel giugno 2026, l’iter autorizzativo presso i vari enti competenti ha previsto diverse fasi di consultazione pubblica durante le quali i cittadini hanno avuto l’opportunità di presentare le proprie osservazioni. Alcune delle osservazioni raccolte sono state tradotte in impegni formali con il Comune, tra cui: un’unità fissa di controllo per il monitoraggio della qualità dell’aria secondo i requisiti del Ministero dell’Ambiente; il monitoraggio della falda acquifera nei pressi della Fontana del Gambarone e dell’impatto acustico; l’estensione a cinque anni della manutenzione dei 1.200 alberi previsti per il rimboschimento urbano; ulteriori interventi di mitigazione visiva; la realizzazione di dieci stazioni di ricarica elettrica; e iniziative con le associazioni e la comunità locale.
Cantieri e rete stradale
Cosa succederà nei prossimi mesi e quanto dureranno i lavori?
Nel terzo trimestre del 2026 è iniziata la fase di costruzione del nuovo data center e delle infrastrutture necessarie al suo funzionamento. I lavori comprendono la realizzazione dell’edificio, della sottostazione elettrica, degli allacciamenti e delle opere di urbanizzazione previste dal progetto. Gli scavi sono previsti da novembre 2026 ad agosto 2027, mentre il completamento del data center è previsto per il 2029.
Come verranno contenuti la polvere, il rumore e gli altri disagi causati dal cantiere?
Le misure previste riguardano la gestione dei percorsi dei veicoli e la pulizia delle strade, il contenimento delle polveri e il lavaggio delle ruote dei veicoli in uscita, il monitoraggio della qualità dell’aria, l’utilizzo di macchinari a bassa emissione acustica con monitoraggio acustico, nonché l’illuminazione, il controllo degli accessi e la sorveglianza 24 ore su 24 dell’area. La stessa attenzione viene riservata ai lavori al di fuori del lotto, quali gli allacciamenti e la posa della fibra ottica: si tratta di interventi localizzati e temporanei, con il ripristino delle aree al termine dei lavori.
Come posso tenermi aggiornato sul progetto?
Gli aggiornamenti sul progetto e sullo stato di avanzamento dei lavori vengono pubblicati attraverso canali informativi dedicati, tra cui il blog “Microsoft in your community ”. Inoltre, le date di completamento e di avvio operativo del cantiere saranno aggiornate in base al calendario esecutivo definitivo sul sito web dell’appaltatore generale. Come già avvenuto durante la fase di demolizione, è prevista anche l’allestimento di un punto di osservazione del cantiere. La documentazione pubblica relativa alle procedure ambientali e autorizzative è disponibile sui portali delle autorità competenti.
Ambiente e salute
Il data center farà rumore?
Il progetto è stato sottoposto a una specifica valutazione di previsione dell’impatto acustico, con modellazione tridimensionale, per verificare la conformità ai requisiti acustici delle abitazioni circostanti e dei luoghi più sensibili. Le simulazioni non evidenziano aumenti significativi del rumore nelle abitazioni vicine, che rimane al di sotto della soglia di percezione e nel rispetto dei limiti fissati dalla normativa. Ciò è dovuto al fatto che il progetto utilizzerà macchinari di ultima generazione, selezionati e progettati per contenere il più possibile le emissioni acustiche, e saranno previste misure specifiche per limitare ulteriormente il rumore prodotto dagli impianti di ventilazione e dai generatori di emergenza, quali attenuatori acustici e silenziatori. Dopo l’avvio del data center, è prevista una campagna di monitoraggio acustico per confermare il rispetto dei parametri, i cui risultati saranno condivisi con l’amministrazione comunale.
Il data center consumerà acqua?
L'acqua viene utilizzata per il sistema di raffreddamento, che avviene principalmente tramite l'aria, tranne che in particolari condizioni climatiche estive, in cui viene utilizzata esclusivamente acqua sotterranea non potabile. Dopo l'uso, l'acqua residua viene riutilizzata per l'irrigazione delle aree verdi. Il progetto prevede inoltre il recupero dell'acqua piovana, che viene raccolta e riutilizzata il più possibile all'interno del sito, per poi essere reimmessa nel terreno secondo il ciclo naturale.
Quali soluzioni progettuali sono state adottate per garantire la tutela delle risorse idriche locali?
Al fine di tutelare le acque locali e tenendo conto delle osservazioni formulate nel corso della consultazione pubblica, è stato previsto un monitoraggio del livello della falda acquifera in prossimità della Fontana del Gambarone, formalizzato negli atti concordati con il Comune. Il monitoraggio avrà inizio un anno prima dell’entrata in funzione del data center, al fine di ottenere un quadro della situazione iniziale, e proseguirà per due anni dopo l’avvio delle attività, con rilevamenti periodici corredati da fotografie. I risultati saranno comunicati regolarmente al Comune.
Il data center influirà sulla qualità dell'aria?
In condizioni normali, il data center è alimentato dalla rete elettrica e non produce emissioni continue legate alla generazione di energia in loco. I generatori di riserva saranno utilizzati in caso di interruzione di corrente e per brevi prove periodiche di manutenzione. Secondo i risultati del modello di dispersione degli inquinanti elaborato per il progetto, gli impatti previsti sulla qualità dell’aria non sono significativi presso le abitazioni e gli altri punti valutati. A tutela dei cittadini, è prevista anche l’installazione di una stazione di monitoraggio fissa nell’area residenziale adiacente al sito: i risultati saranno condivisi con il Comune e, in caso di superamento dei limiti di legge, saranno adottate misure correttive.
Perché il data center avrà generatori e camini?
I generatori sono sistemi di emergenza che entrano in funzione per garantire la continuità del servizio in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica, come avviene per altre infrastrutture che devono assicurare la continuità dei servizi essenziali. Per garantire l’efficienza dei sistemi, i generatori vengono sottoposti a prove mensili, trimestrali e annuali volte a verificarne il corretto funzionamento. Si prevede che il programma delle prove venga comunicato in anticipo. I generatori sono dotati di sistemi di attenuazione del rumore e di trattamento delle emissioni e sono soggetti alle autorizzazioni e ai controlli previsti dalla normativa ambientale. I camini visibili nel progetto sono collegati ai generatori e servono a convogliare i gas di scarico. L’altezza dei camini è stata calcolata per garantire il rispetto dei limiti di qualità dell’aria nel quartiere e, su richiesta dell’Amministrazione, il loro impatto visivo sarà attenuato con un rivestimento colorato che si armonizzi il più possibile con il cielo.
Energia
Il data center consumerà energia?
Ogni data center necessita di energia elettrica per il funzionamento dei propri server e delle proprie strutture. Il sito sarà collegato direttamente alla rete elettrica nazionale ad alta tensione tramite una sottostazione dedicata, e non alla rete di distribuzione locale che serve le abitazioni, e ricorrerà ai generatori solo come alimentazione di emergenza in caso di interruzione della rete. Microsoft persegue l’obiettivo di coprire il proprio consumo di energia elettrica con fonti rinnovabili su base annuale. A tal fine, ricorre anche ad accordi di acquisto di energia a lungo termine (PPA), con i quali sostiene lo sviluppo e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il progetto di San Bovio comprende inoltre oltre 3.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici installati sui tetti.
Lavoro, comunità e impegni
Quali opportunità offrirà il progetto al territorio?
Oltre al versamento al Comune di oneri di urbanizzazione e monetizzazione per un importo superiore a 10 milioni di euro, la riqualificazione dell’area prevede diversi interventi, tra cui:
- La cessione a titolo gratuito al Comune dell'immobile situato in via Trieste 24, con la riqualificazione del parcheggio.
- Una nuova pista ciclabile e percorsi illuminati e sicuri lungo il perimetro del data center.
- L'installazione di 10 stazioni di ricarica per auto elettriche nel parcheggio pubblico di via Trieste.
- Un contributo per la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra San Bovio e la SP160.
- Una nuova fila di tigli, la riqualificazione dell’aiuola in Via Toscana e interventi di rimboschimento urbano.
Microsoft sostiene inoltre le iniziative promosse da organizzazioni no profit locali in ambiti quali le competenze digitali, la sostenibilità e l'inclusione sociale.
In cosa consiste il progetto di rimboschimento urbano?
Il progetto prevede la realizzazione di nuove aree verdi pubbliche cedute al Comune: circa 11.600 metri quadrati di rimboschimento urbano e circa 1.200 piante nelle aree verdi pubbliche, oltre a filari di alberi all’interno dell’area del data center. La manutenzione è garantita per cinque anni dalla messa a dimora, con sfalcio periodico, irrigazione e sostituzione delle piante che non attecchiscono; successivamente la gestione passerà al Comune. Le attività saranno svolte da AzzeroCO2, una società di consulenza in materia di sostenibilità fondata da Legambiente e Kyoto Club, e le prime piantumazioni lungo il perimetro sono previste per la fine del 2026.
Quante persone lavoreranno nel data center? Come posso candidarmi?
La realizzazione e la successiva gestione del data center coinvolgono diversi professionisti e aziende della filiera, creando opportunità in termini di occupazione e competenze. Una volta operativo, il data center darà lavoro a circa 50 persone organizzate in turni su 24 ore, tra cui tecnici, addetti alla sicurezza e personale addetto alla gestione dell’impianto. Le procedure di selezione di Microsoft sono aperte e trasparenti e le offerte di lavoro vengono pubblicate sulla pagina Microsoft Careers. Microsoft investe nella formazione sul territorio per preparare le persone a lavorare in questo settore.